La Gioconda e Ponte Buriano

Nessuna terra può vantare una celebrità così repentina.

La Gioconda, il quadro più conosciuto ed ammirato del mondo, si trova al Louvre, ” il suo paesaggio ancora palpitante è a Ponte Buriano”( Carlo Starnazzi), e nel Valdarno Aretino.
La Gioconda, nota anche come Monna Lisa, è un dipinto a olio su tavola di pioppo (77×53 cm) di Leonardo da Vinci, databile al1503-1514 circa e conservata nel Museo del Louvre di Parigi. Opera emblematica ed enigmatica, si tratta sicuramente del ritratto più celebre del mondo, nonché di una delle opere d’arte più note in assoluto, oggetto di infiniti omaggi, tributi, ma anche parodie e sberleffi.

Il sorriso impercettibile della Gioconda, col suo alone di mistero, ha ispirato tantissime pagine di critica, di letteratura, di opere di immaginazione, di studi anche psicoanalitici. Sfuggente, ironica e sensuale, la Monna Lisa è stata di volta in volta amata, idolatrata, ma anche derisa o aggredita. Vera e propria icona della pittura, è vista ogni giorno da migliaia di persone, tanto che nella grande sala in cui è esposta un cordone deve tenere a notevole distanza i visitatori.

PONTE BURIANO: LA STORIA

La località’ Ponte a Buriano sorge sulla riva destra dell’ Arno, anche se fino al 1957, prima della realizzazione della diga della Penna, l’abitato ,cosi’ denominato per il ponte romanico ,risultava esteso anche all’altra sponda. Negli Annales Arretinorum Minores (Bini 1909) e’ ricordato per l’anno 1277 la costruzione del ponte, “Pons Buriani in agro arretino constructus”. Tra i fori delle centine  e’ ancora visibile la scritta che riporta i cognomi  “ Accolti  1240” “ Chimenti 1240”(nomi dei probabili finanziatori visto che si trattava di nobili famiglie,l’anno indica il possibile inizio dei lavori).
Il nome  “Ponte a Buriano” e ,quindi la “a “, derivano da “pons Buriani” e da pontem de  Buriano ;questo e’ testimoniato da alcuni documenti che accertano l’esistenza di una localita’ ,nei pressi dell’attuale paese, Villa di Buriano.  Nella “chiesina” di Ponte Buriano  ,costruita nel 1328 e voluta dagli Accolti e dai Chimenti, furono ritrovati una colonna di granito,rubata di recente, e un capitello corinzio ,usato forse come acquasantiera e ora custodito nella sede vescovile di Arezzo.

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