Le terre murate

Le terre murate

Al centro di un triangolo, che ha per vertici le città di Arezzo, Siena e Firenze, il Valdarno è stato teatro di aspre e sanguinose battaglie condotte per il controllo del suo territorio così strategicamente valido sia per condurre attacchi sia per organizzare la difesa; inoltre l’importante produzione agricola e di allevamento che quì si realizza, rappresenta, per esse, una importante risorsa nell’approviggionamento delle derrate alimentari.
Solo dopo la vittoria, ottenuta nella battaglia di Campaldino l’11 giugno 1289, Firenze decide di attuare fattivamente, il controllo della vallata, attuando il progetto delle terre murate. Il progetto consiste nella edificazione di tre nuovi presidi militari nell’abitato di Castel S.Giovanni(S.Giovanni v.no), Castelfranco e successivamente Castel S.Maria(l’odierna Terranuova B.ni) con il duplice compito di ridurre il pericolo di attacchi da parte di Arezzo e Siena e di indebolire i potenti signori del luogo. Per raggiungere quest’ultimo obiettivo, la Repubblica fiorentina, attirò le genti del contado all’interno dei presidi esonerandoli dal pagamento dei tributi e contemporaneamente, con un editto del 26/11/1299, impedì ai nobili la residenza all’interno delle terre murate; popolò quindi i nuovi abitati e conseguentemente ridusse il numero di contadini i cui tributi rappresentavano la ricchezza dei nobili.

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