Le terre nuove

Le terre nuove

I fatti più significativi di questo territorio, o che comunque si possono inquadrare in quel racconto articolato del susseguirsi degli eventi umani che è la storia, sono riconducibili alle sue vicende medievali. Vicende, che hanno la loro origine in quel fenomeno, che, intorno all’XI secolo, vede in Europa la nascita di nuove città, ‘Le terre nuove’ appunto. Nella realizzazione di questi nuovi centri si comincia a tener conto del rapporto che questi hanno con il territorio circostante e, pertanto i nuovi assetti urbani presentano caratteristiche diverse fra loro, a seconda della zona in cui vengono realizzati. Questa attenzione, favorisce l’urbanizzazione del contado che trova in queste città una dimensione più vicina alle proprie esigenze .
Solo più tardi però questo fenomeno interessò l’Italia e quindi il Valdarno; i motivi sono da inputare alla instabilità politica del paese e sopratutto alla concezione feudale di controllo del territorio, che i potentati dell’epoca(feudatari-valvassori etc.), per ovvi motivi esercitavano.
L’eccessiva frammentazione del territorio valdarnese e quindi dei loro “governi” (sulla riva chiantigiana dell’Arno, in direzione Firenze abbiamo: i Tarlati e gli Ubertini che dalla piana di Arezzo dominano fino alla Vald’Ambra, i Guidi a Montevarchi, i Pazzi a S.Giovanni; dal lato del Pratomagno: i Tarlati e gli Ubertini…), rende debole la sua capacità difensiva e quindi espone la popolazione a facili rappresaglie da parte di chi è militarmente più dotato.

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